rino gaetano banca

Sei un artista mancato, un choosy cronico o solo un lavoratore? Scoprilo

Premessa: massimo rispetto per le passioni. Ognuno ha il diritto di provare a fare quello che ama, sia esso il calciatore o la ballerina della Scala.

Per decenni i genitori hanno indirizzato i propri figli verso carriere “sicure”. Il posto in banca, il negozio di famiglia, il concorso alla Regione… mi viene in mente il grandissimo Rino Gaetano, obbligato a lavorare in Poste dal padre, prima che emergesse il suo genio.

Oggi i genitori sono diventati più accondiscenti e i figli, però, tutti artisti. Vai con le iscrizioni di massa a scienze della comunicazione (facoltà rispettabile alla quale anche io mi ero preiscritto). Il punto è che non tutti possono fare tutto.

rino gaetano banca

Inciso: lo so che questo post farà incazzare qualcuno. Non lo scrivo ispirandomi a qualche storia a me vicina. Procedo per deduzione (dal generale verso il particolare) e non per induzione (dal particolare al generale). [Quanto sarebbe contento il mio vecchio prof di Filosofia per questa citazione?].

Partiamo dai dati. La disoccupazione giovanile in italia è al 43% quindi, a lavorare, siamo in pochi. Io non mi considero un privilegiato onestamente, un fortunato sì. Ed è vero che tanti, troppi miei coetani sono costretti a lavori umilianti, mal retribuiti, in nero e con paghe da terzo mondo. Molti di essi vengono lasciati a casa a fine contratto perché, per l’azienda, è impossibile licenziare un cinquantenne, magari improduttivo, con il contratto a tempo indeterminato. E poi la gerontocrazia italiana, soprattutto fuori Milano, fa sì che un anziano sia sempre più affidabile di un giovane. [A questi visionari farei un corso sulla Silicon Valley!].

Sicuramente la colpa è del mercato del lavoro in Italia, stra-conservativo per chi ha il diritto acquisito e strafottente con chi, a quel diritto, aspira. [Ma qui cadiamo in tecnicalità e politica. Questo blog parla di chiacchiere].

Il punto è: possibile che siamo una generazione di fotografi, musicisti, pittori, dee-jay, giornalisti, ottimi burocrati per le istituzioni europee e quant’altro?

Le prime righe spiegano tante cose della situazione giovanile italiana, ma secondo me tanti giovani semplicemente non hanno fame, quella che ti spinge a fare, quella di cui parlava Steve Jobs e che questi stessi ragazzi riprendono sui loro status di Facebook.

Ad esempio. Bologna è una città stupenda. Ottima università e tanti laureati (anche tra i miei amici) super bravi in varie discipline. Ma Bologna è anche “giovani” iscritti al 6° anno fuori corso e che non lavorano. Ma perché sta gente la deve mantenere quel 57% di coetanei “fortunati” a vita? Dove sta scritto?

“Ma io, fraté, sono indeciso: o mi apro un bar in Giamaica o faccio fotografie ai gorilla delle montagne o vado a Londra, imparo l’inglese, e lavo i piatti”.

Ma che cazzo dici? Cioè stiamo parlando tra trentenni no? Gesù in 33 anni ha cambiato l’umanità per sempre e tu stai ancora a capì che cazzo vuoi fare?

trentenni1

Archetipi del trentenne “choosy”

 

  • Voglio essere una star: se hai 30 anni e sogni di fare il chitarrista hai perso. Jimi Hendrix è morto a 28, Kurt Cobain a 27, un più modesto Antonello Venditti a 30 anni aveva fatto 8 album! Devo procedere con pittura o scultura? Mai sentito parlare di talento? Magari non ce l’hai, vogliamo prendere questa opzione come possibile? Mantieni la tua passione come hobby!

 

  • Non mi chiama nessuno: embè è certo, se hai 30 anni e il curriculum vuoto, un 23enne te se magna! In più devi, ovviamente, iniziare dallo stage, passare per un periodo di assunzione a progetto, ecc… poi a 35 anni ti lamenterai che nessuno ti fa il mutuo, non ti puoi sposare… inizia, no?

 

  • Estate: “va bene tutto, ma io ad agosto non lavoro, voglio andare al mare”. Allora, se (già) lavori al nord, hai tutto il diritto di dire così. Ma se vuoi lavorare in Puglia o in qualsiasi località semi-turistica devi lavorare il doppio ad agosto! Arrivano i milanesi che vogliono spendere e, vi assicuro, sono stufi di trovare tutto chiuso. Fatele a ottobre ‘ste vacanze, tanto il mare là sta!

 

  • Non voglio lasciare la mia terra: io ti voglio bene, fratello, ma se vuoi fare l’ingegnere termonucleare non puoi vivere a Trepuzzi. Capisco che le orecchiette della mamma sono buone, che i vestiti sono più profumati, che al bar del paese conosci tutti. Ma, forse, puoi spaccare se te ne vai. Non si muore, te lo assicuro.

 

  • Sto aspettando il concorso a Bruxelles: ancora sti concorsi? Dai, ne prendono una decina all’anno e a provare sono centinaia di migliaia. È più facile che ti rapiscano gli alieni.

Rispetto ai miei amici che a 15, a 18 e a 23 anni si sono rimboccati le maniche. Fanno i cuochi, i camerieri, i baristi, gli autisti, gli operai, i negozianti, le estetiste, gli artigiani, i tecnici, le parrucchiere, i sarti, i camionisti.

Questi lavorano veramente, non si lamentano e non scrivono cretinate sui blog. Irie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...