Germania e USA: il nuovo duopolio geopolitico dei prossimi anni?

Germania e USA: allo “scontro”. Siete pronti per la Kerneuropa?

Germania e USA: lo strappo.

Gli analisti dicono che il G7 di Taormina non è servito a molto, se non per portare agli occhi del mondo la faglia Germania-USA.

Nessun paese occidentale, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, aveva osato opporsi agli Stati Uniti come la Germania negli ultimi tempi. Il paese teutonico, uscito distrutto e diviso dalla Conferenza di Yalta, ne ha fatta di strada negli ultimi decenni. E in Europa ce ne siamo accorti.

Il paese ha avuto la forza di costruire una democrazia snella e perfettamente funzionante, l’industria è diventata una macchina da guerra orientata all’export (la Germania è il primo paese manifatturiero del Continente, l’Italia seconda). La Germania pur non essendo – ancora – membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è ormai politicamente egemone in Europa e non solo. Basta vedere come, dopo ogni elezione che conta nel Continente, la cancelleria Angela Merkel è la prima leader ad accogliere il nuovo eletto. Una sorta di investitura ufficiosa.

Germania e USA, storia di un grande gelo

Che non ci sia simpatia tra Donald Trump e Angela Merkel è sotto gli occhi tutti. Ricordate la “mancata stretta di mano” fra l’inquilino della Casa Bianca e la Cancelliera?

Il problema è commerciale. La Germania esporta prodotti in USA per il valore di milardi di euro. A Trump, allergico alla Globalizzazione, questa “invasione” non piace. Il vero muro che vorrebbe ergere non è a sud, per allontanare il Messico, ma nell’Atlantico per tenere lontani il made in Germany (e made in Italy).

Il 25 maggio a Bruxelles pare che Trump abbia dichiarato: “I tedeschi sono bad, very bad. Guarda i milioni di auto che vendono negli Usa. Terribile. Li fermeremo”. Il governo di Berlino non ha voluto commentare.

L’impressione è che la Germania sia un nemico per il presidente americano. Non certo ai livelli della Corea del Nord e dell’Iran, sia chiaro, ma il paese di Goethe è quello che più osteggia e più lo irrita.

E Angela Merkel? Certo non se ne sta in silenzio. Dopo Taormina ha dichiarato: “I tempi in cui potevamo contare completamente su altri sono in certo senso finiti. L’ho sperimentato negli ultimi giorni. Ora posso solo dire che noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani, ovviamente in amicizia con gli Stati Uniti, con la Gran Bretagna e intrattenendo i migliori rapporti possibili con i vicini, anche con la Russia. Ma dobbiamo realizzare l’obbligo di combattere da soli per il nostro futuro, per il nostro destino di europei”.

I punti di scontro sono il libero scambio e gli accordi sul clima di Parigi. Ma la dichiarazione di Frau Merkel sono indirizzate soprattutto agli europei: stringiamoci – sembra dire – attorno a Berlino.

La Kerneuropa, il nocciolo europeo

La Germania è diventata guida involontaria dell’Unione Europea e ha l’obiettivo di salvare l’Unione dalla distruzione, in pericolo per le forze centrifughe (vedi Brexit) e paesi problematici (Grecia). Non tanto per buon cuore, ma perché trae enormi benefici. Inoltre la Germania, per storia e geografia, guarda anche ad Est. Nei prossimi anni cercherà di distendere i rapporti anche con la Russia.

Tutto ciò è ovviamente fumo negli occhi degli USA, che vogliono impedire a tutti i costi il consolidamento di un blocco forte in Europa. La Kerneuropa si chiama. Un blocco costruito intorno alla Germania con paesi satellite (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia) e a cui probabilmente Italia e Francia si accoderanno.

Se l’Europa sarà sempre più teutonica, gli Stati Uniti cercheranno di rovinare il progetto colpendo l’export tedesco e quello dei territori associati (vedi Italia), con dazi e misure contro la manipolazione di moneta e riducendo la cooperazione militare. Questo “sabotaggio” sarà giocato con l’aiuto dei paesi baltici, la Polonia e la Romania, assolutamente contrari ad ogni accordo tra Mosca e Berlino.

E L’Italia, la Francia e UK?

L’Italia – volente o nolente – è interconnessa con la catena del valore tedesco. Le aziende del nord rientrano già in pieno nella Kerneuropa. Quindi se nei prossimi decenni USA e Germania continueranno ad allontanarsi, l’Italia – probabilmente – resterà ancorata al paese al di là delle Alpi.

La Francia non ha la forza per andare da sola e forse seguirà.

La Gran Bretagna ha fatto una scelta solitaria. Anche a Taormina è emerso come Theresa May preferisce avere un rapporto preferenziale con gli USA. Anche perché oggi la sua parola in Europa vale meno di zero.

Il mio dubbio è uno: storicamente Albione ha sempre dimostrato di scegliere con lungimiranza la parte giusta. Cosa che le ha dato un vantaggio importante negli ultimi secoli. Speriamo che questa volta si sia sbagliata.

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